Alba è certamente la città del tartufo bianco e dell’enogastronomia, ma è anche città di cultura. A due giorni dal voto, quando si è appena inaugurata la XVI edizione di  Alba Music Festival, uno dei più importanti eventi culturali della primavera albese, Olindo Cervella racconta come vorrebbe potenziare il settore culturale.

“Credo che una città come Alba, medaglia d’oro al valor militare per aver tentato di liberarsi da sola dal nazifascismo e patria di Beppe Fenoglio, uno dei maggiori autori italiani del ‘900, abbia il dovere morale di investire sulla cultura, la storia e le varie forme d’arte”, afferma Cervella.

Cosa intende per eventi culturali diffusi?

“Il decentramento degli eventi culturali è una delle richieste emerse dagli Stati generali del sociale e che abbiamo considerato nello stilare il programma. Ci sono circa 350 eventi in città tra mostre, concerti, conferenze e spettacoli teatrali. Credo che alcuni quartieri potrebbero essere valorizzati con un decentramento di alcuni appuntamenti. Questa sera si inaugura Alba music festival all’auditorium della fondazione Ferrero al Vivaro, che ospita anche mostre e conferenze di grande prestigio.

La direzione di Alba music festival ha adottato il criterio del decentramento degli eventi: spesso i calendari della manifestazione base e delle rassegne correlate toccano chiese e sale in tutta Alba, nelle Langhe e nel Roero. Così fanno anche altre rassegne musicali di prestigio, da quelle promosse da Filippo Cosentino e Milleunanota ad Alba jazz fino al calendario dell’associazione culturale Intonando…e spero di non dimenticare nessuno. Ecco credo che questo decentramento di eventi musicali possa estendersi ad altri ambiti culturali con altrettanto successo”.

La popolazione albese si compone di 8.000 ultra 65enni, le attività culturali possono essere mezzi per un invecchiamento attivo?

“Sono convinto di sì. Abbiamo in città un’associazione Unitre che conta più di 250 soci e organizza corsi e conferenze, credo che vada valorizzata con una sede adeguata e che potrebbe beneficiare dell’apertura dell’ufficio Progetti e risorse, che potrebbe offrire al suo direttivo supporto e consulenza per accedere a bandi pubblici di finanziamento utili a reperire fondi necessari per realizzare e potenziare le loro proposte”.

La musica come elemento unificante

Credo poi che si potrebbe utilizzare la musica come attività per promuovere l’invecchiamento attivo. In molti Paesi soprattutto dell’Oriente, ci sono corsi specifici gli eventi di avvicinamento alla musica o di strumento musicale mattutini, pensati appositamente per gli anziani, per offrire loro sempre nuove occasioni di apprendere, restare attivi, svolgere una efficace “ginnastica” per la mente e per le mani, oltre che per ampliare e consolidare le relazioni sociali.

Abbiamo una realtà eccellente come il civico istituto musicale Lodovico Rocca, abbiamo una banda che ha 115 anni di storia (nella quale ho suonato anche io il sassofono contralto per più di tre anni). Sono realtà importanti da valorizzare, ognuna con le proprie specificità.

Sono convinto che anche il museo, le associazioni culturali e quelle di volontariato, i centri anziani possano offrire molto per sollecitare un invecchiamento attivo, che è poi una delle chiavi per mantenere il benessere anche nella terza e quarta età”.