Oggi è stata una giornata davvero piena e toccante.

Una giornata in cui sono riaffiorati alla mente i racconti di mio padre, di mio zio, partigiano in Valle Pesio, dei rastrellamenti fatti a Margarita, dove sono nato, e, insieme, le pagine di Beppe Fenoglio, immortali e dolorose.

Una giornata in cui in San Domenico ad Alba, a Valdivilla, a Treiso, abbiamo reso omaggio al coraggio di chi ha combattuto, di chi ha resistito, di chi ha fatto la staffetta, di chi ha perso la vita per guadagnare la libertà.

Il nucleo della nostra Costituzione

Quella libertà di cui, oggi, tutti noi godiamo.

E abbiamo reso onore a chi ha lottato per difendere i diritti inalienabili, i doveri inderogabili e i valori di uguaglianza, democrazia e libertà, che, poi, sono stati i principi fondanti della Carta Costituzionale, cardine della nostra Repubblica.

Una libertà tanto più preziosa oggi, quando sulla scena politica affiorano sovranismi pericolosi.

La fiaccolata a Treiso

Non più “prima” e “io” ma “insieme” e “noi”

Condivido in pieno – e riporto qui – la riflessione espressa da Maurizio Marello nel suo discorso, al sacrario di Treiso.

Là Marello ha lucidamente inquadrato gli “agenti inquinanti” di questo periodo storico, che ha definito “preoccupante per le troppe similitudini con l’avvento del Fascismo”.

Gli agenti inquinanti sono le parole “prima”, “io” e “paura”, che sdoganano la pulsione a prevalere sugli altri, alimentano egoismi e settarismi, generano insicurezza, ansia e tensione.

Parole inquinanti che andrebbero sostituite con “insieme”, “noi” e “fiducia”.

Perché solo sulla collaborazione, sull’impegno, sul rispetto si può fondare una società civile, libera e democratica, che tuteli il benessere di tutti i suoi cittadini.

Ed è questa la società che vogliamo.

Olindo Cervella